Milan: il goal di Bennacer può valere lo scudetto?

AC-Milan

I rossoneri sabato 19 hanno conquistato tre punti fondamentali per poter rimanere sulla vetta della classifica. La trasferta di Cagliari era stata molto delicata contro un avversario ostico che è in piena lotta per la salvezza e ha un disperato bisogno di punti.

La compagine di Mazzarri in questo 2022 si è rivelata una delle squadre più compatte e ostiche da affrontare. Il fattore casa conta parecchio visto il calore, la partecipazione e la passione del pubblico sardo che non si risparmia nell’arco dei 90 minuti incitando continuamente i propri beniamini e mettendo sotto pressione la squadra avversaria.

Il Milan ora è sopra di tre punti dal Napoli secondo e a sei dall’Inter (che però deve recuperare una partita). Visto il vantaggio, siti come 1Win scommesse la candidano come la favorita allo scudetto. Il Milan ha il proprio destino tra le mani e il tricolore che manca da ormai 11 anni sembra sempre più vicino.

Il carattere del Milan

Ci sono partite in cui una grande squadra può cavarsela solo con i valori tecnici dei giocatori, altre in cui sono necessari anche quelli caratteriali degli uomini. Sabato è stata una di quelle gare.

La partita di Cagliari era delicatissima perché bisognava reagire alla vittoria casalinga del Napoli contro l’Udinese e al risultato favorevole arrivato da San Siro dopo il pareggio tra Inter e Fiorentina che non sono andate oltre l’1-1.

Il Milan si è dimostrato maturo sapendo soffrire, ma anche sapendo proporre le proprie idee in fase d’attacco. L’intuizione tattica di Pioli di posizionare Kessiè come trequartista si sta rivelando efficace; l’ivoriano riesce ad essere molto più pungente quando la squadra è in pressing e grazie alle caratteristiche da centrocampista e la fisicità, è una soluzione ricercatissima tra le linee che aiuta nello sviluppo e nella fluidità del possesso palla rossonero. Sabato, Kessiè ha giocato in mediana con Brahim Diaz trequartista, ma l’impiego nelle scorse giornate del calciatore africano ha permesso un intercambio costante di posizione con lo spagnolo che ha tolto i punti di riferimento alla difesa rossoblù.

L’importanza tattica di Bennacer per il Milan

Il calciatore che permette degli scambi di posizione così frequenti grazie alla sua intelligenza tattica e alla sua abilità di dare equilibro alla squadra, è senza dubbi Ismael Bennacer.

L’algerino è un giocatore non appariscente a prima vista, ma di fondamentale importanza per il funzionamento tattico dei meccanismi della squadra di Pioli. Il numero 4 è in grado di legare la difesa con l’attacco e mantenere la squadra corta e sempre ben coperta. Il mediano spesso è la soluzione preferita dai difensori quando riparte l’azione dal basso; le sue caratteristiche in fase di ricezione gli permettono di visionare i movimenti degli attaccanti oppure di dettare i ritmi quando il Milan necessita che la partita diminuisca d’intensità agonistica. L’ex- Empoli permette anche ai terzini di salire con più spensieratezza, vista la sua attitudine a coprire gli spazi scoperti dai compagni.

Il goal di Bennacer è figlio del suo atteggiamento prudente. Il centrocampista rossonero, non avendo una statura propriamente idonea per saltare in area di rigore, si è posizionato al limite dell’area per gestire un’eventuale ripartenza in contropiede da parte del Cagliari. In modo rocambolesco, la palla arriva sul piede sinistro di Bennacer che ha deciso di provare a lasciare andare il tiro, probabilmente più per evitare eventuali azioni pericolose dei sardi che per cercare il goal; invece, la sua tecnica e un pizzico di fortuna gli hanno fatto disegnare una traiettoria forte e precisa che è stata semplice imprendibile per il portiere del Cagliari.

Il Milan ha così tenuto i nervi saldi anche nella situazione più delicata. Purtroppo, nel finale di gara, c’è stato un vergognoso episodio di razzismo nei confronti di Fikayo Tomori che è stato bravo a non perdere la testa anche grazie all’aiuto dell’amico e compagno di squadra Maignan. Il difensore inglese, con sconforto e delusione, ha rivolto solamente un “perché?” alla tifoseria locale. Un “perché” che non c’è e non può essere giustificato.

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